sabato, dicembre 10, 2005

Il cielo baciò la Terra

Guida: Vogliamo questa sera lasciarci guidare dai nostri ragazzi che ci aiuteranno a guardare il Natale da un punto di vista diverso da quello del consumismo: è il punto di vista dei piccoli e degli umili. Lasciamoci dunque scaldare il cuore dalle parole, dai gesti e dai canti e prepariamoci ad accogliere il Dio con noi.

Canto Iniziale: VENITE FEDELI

Venite, fedeli, l’angelo ci invita,
venite, venite a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.
Venite, adoriamo; venite, adoriamo;
venite, adoriamo il Signore Gesù!
La luce del mondo brilla in una grotta:
la fede ci guida a Betlemme.
Nasce per noi Cristo Salvatore.


Dal Vangelo secondo Luca:
“In quei giorni un decreto di Cesare Augusto ordinò che si facesse il censimento di tutta la terra. Questo primo censimento fu fatto quando era governatore della Siria Quirinio. Andavano tutti a farsi registrare, ciascuno nella sua città. Anche Giuseppe, che era della casa di Davide, dalla città di Nazaret e dalla Galilea salì in Giudea alla città di Davide, chiamata Betlemme, per farsi registrare insieme con Maria sua sposa, che era incinta. Ora, mentre si trovavano in quel luogo, si compirono per lei i giorni del parto. Diede alla luce il suo figlio primogenito, lo avvolse in fasce e lo depose in una mangiatoia, perché non c’era posto per loro nell’albergo. C’erano in quella regione alcuni pastori che vegliavano di notte facendo la guardia al loro gregge. Un angelo del Signore si presentò a loro e la gloria del Signore li avvolse di luce. Essi furono presi da grande spavento, ma l’angelo disse loro:”Non temete, ecco vi annunzio una grande gioia, che sarà di tutto il popolo: oggi vi è nato nella città di Davide un salvatore, che è il Cristo Signore. Questo per voi il segno: troverete un bambino avvolto in fasce, che giace in una mangiatoia”. E subito apparve con l’angelo una moltitudine dell’esercito celeste che lodava Dio e diceva:”Gloria a Dio nel più alto dei cieli e pace in terra agli uomini che egli ama”. Appena gli angeli si furono allontanati per tornare al cielo, i pastori dicevano fra loro:”Andiamo fino a Betlemme, vediamo questo avvenimento che il Signore ci ha fatto conoscere”. Andarono dunque senza indugio e trovarono Maria e Giuseppe e il Bambino, che giaceva nella mangiatoia. E dopo averlo visto, riferirono tutto ciò che del Bambino era stato detto loro. Tutti quelli che udirono, si stupirono delle cose che i pastori dicevano. Maria da parte sua serbava tutte queste cose meditandole nel suo cuore. I pastori poi se ne tornarono, glorificando Dio per tutto quello che avevano udito e visto, com’era stato detto loro”. (Luca 2,1-20)


Le “statuine”

Guida: Ma Gesù Bambino perché non potevi preavvisare? Un posto lussuoso, magari avresti trovato molta più gente… Le statuine che abbiamo messo nel presepe cosa possono dirci?

Sottofondo musicale


II Gruppo dei “distratti”

L’albergatore: Che affari in questi giorni! Quel censimento è servito proprio, è una pacchia! Vengono da tutte le parti, c’è il pienone. Nel mio albergo è tutto esaurito e se voglio posso ficcarci pure altri… e posso anche aumentare il prezzo, tanto chi va a dormire fuori stanotte? Solo i poveri e pezzenti!

Erode: Questi ebrei del cavolo!!! Non mi fanno dormire la notte, ho sempre paura che mi facciano la guerra e mi mandino via. Quindi chiamerò i generali e chiederò loro di sorvegliare meglio. E visto che ci sono mando via con una legge pure quei pastori brutti, i malati e tutti che non mi piacciono.

Il dottore della Legge: Quando verrà il Messia? Erode ci chiede sempre questo, perché ha paura di perdere il suo posto! Ma che ne sappiamo noi? Sappiamo solo che deve nascere in una piccola cittadina di nome Betlemme, come afferma il profeta Michea, ma Betlemme è un piccolo paesino. Cosa può venire di buono? Al massimo ci mandiamo questi stranieri di “re magi”, tanto che ne sanno loro?

Sottofondo musicale


Il Gruppo degli “accoglienti”

Maria: Proprio in me, povera e umile ragazza che non valeva niente, Dio ha chiesto di prendere casa e attraverso di me entrare nel mondo. Non ho dubitato per un attimo a quelle parole, ho creduto, anche se stupita… e stanotte quelle parole si sono realizzate.

Giuseppe: Io, sono un falegname, un povero uomo, io, uno buono a nulla, abituato alle solite cose nella mia bottega, proprio io, diventare il papà del Figlio di Dio. Te lo immagini? In quella notte non capii molto; una cosa però capii: Dio mi chiedeva di darGli una mano perché Lui potesse nascere, venire nel mondo.

Il pastore: Non solo nel pascolo dove porto le mie pecore è nato il Salvatore, ma Dio si è rivolto a me attraverso i suoi angeli si era rivolto a me, mi aveva chiamato; tutti mi scansavano; nella mia vita tutto era buio. E invece una grande luce si è accesa: l’angelo mi ha dato l’annuncio del Bambino e io senza esitare, son partito. (pastori in semicerchio attorno all’altare)

I re magi: Avevamo intravisto la stella, e siamo partiti, lei ci ha guidati, di lei ci siam fidati. Siam andati da Erode, ma non sapeva, i dottori della legge ci hanno indicato un paesino, vedremo…(magi ai lati della balaustra)


Canto: ASTRO DEL CIEL

Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu che i Vati da lungi sognar, tu che angeliche voci nunziar,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Astro del ciel, Pargol divin, mite Agnello Redentor!
Tu di stirpe regale decor, Tu virgineo, mistico fior,
luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!
Luce dona alle genti, pace infondi nei cuor!


Guida: Ma noi a quale gruppo apparteniamo…...siamo nel gruppo dei distratti? Siamo nel gruppo degli accoglienti? Questa sera vogliamo impegnarci ad accogliere Gesù che viene nella nostra vita con alcuni gesti. Alcuni ragazzi porteranno dei doni…

Sottofondo musicale


Educatore: Viene portato un cestino con dei panini (la famiglia che condivide i pasti, l’amore dei genitori simboleggiato nel pane guadagnato…)

1 Lettore: “Cosa farai da grande?” chiedono ogni tanto i miei genitori e parenti.
2 Lettore: Tu mi inviti a voler bene ai miei genitori e fratelli, ad ascoltarli e ad essere sincero con loro. Tu mi chiami a collaborare con simpatia e generosità, a comunicare gioia con un sorriso e un “grazie” detto con entusiasmo e semplicità.
Tutti E così rispondo alla tua chiamata, Signore, che conosci il mio nome e vuoi che io viva bene in famiglia, sul tuo esempio.


Educatore: Viene portato un pallone da pallavolo, richiama il gioco, uno dei momenti importanti dell’amicizia

1 Lettore: “Cosa farai da grande?” chiedono i miei amici quando si parla dei progetti per il futuro.
2 Lettore: E scopro che posso crescere nell’amicizia se so giocare, con lealtà, senza escludere nessuno, facendo spazio a tutti, perché anche gli altri ragazzi sono felici se qualcuno li invita a giocare e li fa sentire importanti. Se rispetto la confidenza degli altri, se non mi irrito per nulla e sono disponibile a perdonare sempre.
Tutti E così rispondo alla tua chiamata, Signore, che conosci il mio nome e mi aiuti a scoprire che sei sempre mio amico.


Educatore: Viene portato un quaderno da scuola e un astuccio… La scuola è imparare e anche stare con gli altri, richiede lavoro personale

1 Lettore: “Cosa farai da grande?” chiedono a scuola gli insegnanti.
2 Lettore: Intanto, posso imparare tante cose utili, posso educarmi alla fatica per sfruttare le mie doti, le qualità che tu mi hai donato, o Signore che come me sei andato alla scuola della sinagoga di Nazareth e hai imparato a leggere la Bibbia.
Tutti Così rispondo alla tua chiamata, Signore, che conosci il mio nome e mi insegni a vivere puntando su ciò che veramente rende l’uomo saggio e felice: la tua volontà.


Educatore: Viene portato un catechismo.

1 Lettore: “Cosa farai da grande?” chiedono in parrocchia i preti e le catechiste, gli educatori.
2 Lettore: E io vorrei essere come loro: generoso e disponibile a dire con la mia vita che tu, o Signore, sei importante per me. Io voglio sentirti come amico, come uno che mi sta accanto perché mi vuole bene, anche quando io ti dimentico.
Tutti Così rispondo alla tua chiamata, Signore, che conosci il mio nome e mi proponi di vivere al tuo fianco e nella grande famiglia di chi ti riconosce come Signore.


Educatore: Viene portato un sacco “della Caritas” che richiama sia i poveri che la solidarietà verso di loro.

1 Lettore: “Cosa farai da grande?” mi chiedono anche le persone che sono povere di cose ma ricche di valori e di esperienze.
2 Lettore: E io scopro che anche se sono un ragazzo posso vivere la solidarietà; so rinunciare a qualcosa per far felici dei bambini senza cibo, sono disponibile ad accogliere gli altri sentendoli come fratelli; fratelli meno fortunati, ma sempre miei fratelli.
Tutti E così rispondo alla tua chiamata, Signore, che conosci il mio nome e vuoi che io mi doni agli altri con generosità.

Da grandi vogliamo vivere ancora come figli di Dio. Per questo insieme, tenendoci per mano, preghiamo come Gesù ci ha insegnato…

Padre nostro…


Guida:
O bambino di Betlemme,
figlio di Maria e Figlio di Dio,
Signore di tutti i tempi e principe della pace,
guarisci le nostre ferite, rafforza i nostri passi,
apri il nostro cuore e la nostra mente alla “bontà misericordiosa del nostro Dio,
per cui verrà a visitarci dall'alto un sole che sorge”. Amen.


Un papà Sarà Natale per noi se Gesù bambino troverà accoglienza nella nostra vita, se crederemo in lui con una fede assoluta come nostro Dio e nostro salvatore, se lo ameremo di un amore totale con tutto il cuore, con tutta l’anima, con tutte le forze.

Una mamma Sarà Natale per noi se faremo gesti di riconciliazione e di pace in famiglia, con quel compagno di lavoro o di scuola, con quel vicino di casa, con quell'immigrato, con tutti quelli con i quali abbiamo avuto qualche contrasto.

Un papà Sarà Natale per noi se la nostra casa non sarà sprangata come le porte degli alberghi di Betlemme, ma sarà aperta ad accogliere chiunque si rivolga a noi, per qualunque cosa, in qualsiasi momento.

Una mamma Sarà Natale per noi se non ci preoccuperemo tanto dei regali, del cenone, del vestito, dell'avere e dell'apparire, ma, contemplando quel Bambino nato povero per arricchirci della sua povertà, sapremo aprire il cuore alla condivisione con chi ha meno di noi, non per un giorno, ma come stile di vita.

Un papà Sarà Natale per noi se non esiteremo a fare una profonda revisione della nostra vita cristiana, esprimendo questo impegno di conversione anche con una vera confessione.

Una mamma Sarà Natale per noi se faremo della Messa un vero incontro con Gesù, una tappa del nostro cammino verso di lui che deve continuare ogni giorno.


Guida
O Signore, guarda con bontà questi tuoi figli,
e disponi i loro cuori ad accogliere Gesù con fede viva e amore ardente,
un amore che si riversi sui fratelli specialmente poveri e sofferenti. Per Cristo...


Canto finale: TU SCENDI DALLE STELLE

Tu scendi dalle stelle, o Re del cielo,
e vieni in una grotta al freddo, al gelo. (X2)
Oh Bambino mio divino, io ti vedo qui a tremar
o Dio beato;
ah quanto ti costò l’ avermi amato! (X2)
A Te che sei del mondo il Creatore,
mancan panni e fuoco, o mio Signore. (X2)
Caro eletto pargoletto quanto questa povertà
più m'innamora,
giacché ti fece amor povero ancora! (X2)

1 Comments:

Anonymous Anonimo said...

W Liga e Pappa..Ingro..

10:38 PM  

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